Il Calzone di Cipolla

di Giuseppe MILELLA

Passeggio adagio,
senza fretta, tra i vicoli e le viuzze del mio paese;
e sono affascinato dalla bellezza di palazzi,
monumenti e chiese,
che incanto la mia Acquaviva, con le sue attrattive più
nascoste custodite nel suo cuore, dalle Chiese di Santa
Chiara e Sant’ Angelo
a quella dell’Immacolata Concezione;
man mano che il mio lento gironzolare
mi porta verso il centro
vengo pervaso da un profumo intenso
risvegliandomi dalla quiete di quell’estatico torpore
che aveva donato al mio animo
un’inconsapevole pace interiore,
un aroma gradevole e familiare s’effonde nell’aria
risvegliando antichi ricordi mai sopiti nella mia memoria
“Ma jè u Calzon d’ cpodd e rcott ascuann,
come dscim a lus nuest”

dove la cipolla con la delicatezza del suo sapore
si fonde ed amalgama alla robustezza della “ricotta forte”
sprigionando energia, passione e spontanea vitalità
il tutto all’insegna della genuinità!
e tra me penso ....”
È arrivata!!! La nostra Festa tanto attesa!!!
“La Sagra du Calzon, e chess na nè na fest d carton”.
Questa è proprio una gran festa,
viene da lontano nel tempo…
tutto questo lo si deve ad un uomo davvero particolare
il Cav. Giuseppe Cirielli per tutti “Cicerone”;
era impegnato in politica, nello sport
e nel comitato Festa Patronale
ma sempre dedito alla famiglia e di grande compagnia,
sicuramente la sua creatura più bella e popolare
è la nostra Sagra per antonomasia
quella “del calzone di cipolla”.
Un uomo, il Cav. Cirielli, di grande vitalità ed inventiva,
e proprio da una sua battuta e per scommessa,
è nata questa grande iniziativa,
che è diventata una gran Festa
tra le più famose e popolari in tutt’Italia,
nel corso degli anni abbellita dalla presenza colorata
di comici, cantanti e ballerine di fama rinomata
“N’Gibiller p’paesan, forastir e giargianis
p’tutt quande le cristian venut o pais meust
appost pè mangià lu calzon, semb cu sorris sop o vis.”

Ed in tutti questi anni i visitatori, son stati proprio tanti,
ed apprezzavano la Nostra Sagra satolli e festanti.
Anche adesso che è tra le nuvole, in alto su nel cielo,
è proprio una gran bella gioia per il Cav. Cirielli
mentre con un tenero sorriso,
osserva con amore i suoi gioielli più belli.
Infatti negli anni son stati i suoi figli, che con passione
hanno proseguito ed arricchito questa bella tradizione,
diffondendo il buon nome del nostro paese
e la ricetta del calzone, ovunque oltre tutte le attese.
Nella sua preparazione, con grande attenzione
si seguono i dettami di una antica tradizione
utilizzando alimenti semplici e prodotti genuini:
uova fresche e olio d’oliva, ricotta forte e farina,
ma la vera protagonista festante e giuliva
è la cipolla rossa d’Acquaviva,
ne deriva una pietanza veramente sopraffina.
“E ci è buon mangiat azzicc ad agnille e gnuimeredde
e nu bicchirr chin chin de mir nuest de la cantin”.

Suoni e profumi, colori e canti deliziano tutti quanti,
creando una magica atmosfera che rallegra questa sera;
ed in tutto questo son coinvolto pienamente
con il corpo e con la mente;
“ma avà iess... p chess aria o cuss addor
ch adess du calzon, vuless send lu sapor
ahh e comme buen; mo’ stogg pror a post
e piacc' a propr tutt!!! do contatid e lu patron!
E pò chessà bellez e stà gran fest
mu sim' disc semb graz a cudd ommn che p’le paesan tutt
c'agett e co rispett ier ditt schitt’:
CICERONE”